le notizie

21/23 novembre 2008: ad Enologica insieme all'associazione ViTa

Dopo gli eccellenti risultati ottenuti a Verona all’interno di Vinitaly, ViTa ritorna ad Enologica 2008, Salone del Vino e del prodotto tipico dell’Emilia.Romagna.

La kermesse romagnola, che si svolgerà dal 21 al 23 novembre, si terrà presso il Centro Fieristico Provinciale di Faenza ed è giunta alla sua decima edizione. Caratterizzata per proporre una qualificata selezione di produttori di vino e prodotti tipici regionali, la manifestazione punta ad esaltare quelle produzioni artigianali, ancora oggi molto presenti sul territorio, spesso dimenticate. In questo contesto ViTa, l’unione di produttori d’eccellenza di cibo e vino dell’Emilia-Romagna animerà la serata del 23 novembre.

Dove: A partire dalle ore 19.30 di domenica 23 novembre, fino a chiusura della manifestazione, gli aderenti a ViTa (tra cui anche il Mosaico Piacentino) animeranno la serata attraverso assaggi, degustazioni comparate e abbinamenti tra cibo e vino di qualità. Sarà così possibile avvicinarsi ai prodotti in modo più leggero, con un gusto gioviale e tipico di chi a deciso di condividere gli ideali che stanno alla base di ViTa.

2008: Un anno da ricordare. ViTa chiude le manifestazioni del suo primo anno soddisfatta del proprio lavoro e dei risultati ottenuti. La passione e l’autenticità che ci hanno ispirato e che continua a guidare i produttori ad essa aderenti, ci ha portato in manifestazioni di rilievo e prestigio, non solo a livello nazionale. Grandi e nuovi progetti bollono già in pentola per il 2009. Ti invitiamo a seguirci e a rimanere in contatto con noi per scoprire insieme cosa accadrà.

I Produttori: aderiscono a questa nuova realtà nomi dell’eccellenza enogastronomica emilianoromagnola; Altavita vini d’eccellenza romagnoli, le specialità di norcineria piacentine dei Fratelli Salini, i lambruschi modenesi di Corte Manzini, le carni ed i salumi selezionati della Macelleria Zivieri di Monzuno, olio e vino romagnoli della tenuta La Pennita, le specialità conserviere de La Dispensa di Amerigo; diversi vignaioli dei colli piacentini come Il Baraccone, Il Poggiarello, La Stoppa, La Tosa, Lusenti e Torre Fornello; Comune di Sogliano al Rubicone e Consorzio del Formaggio di Fossa, le tigelle montanare de’ La Zoca, Fattorie Vallona con vini dei colli bolognesi, le bollicine dei colli bolognesi di Essé Brut, l’estro del vignaiolo romagnolo Leone Conti e l’acqua Galvanina Blu.

Per avere maggiori informazioni potete rivolgervi a
Coordinamento Comunicazione: Nico Lusoli 335.5648046
Coordinamento Gastronomico: Alberto Bettini 335.5289756
Coordinamento Generale: Lorenzo Tersi 349.0732050

Per maggiori informazioni sull'associazione ViTa potete visitare il sito www.vinoetavola.it

I vini di Mosaico e i guru della gastronomia a Squisito 2008


Territorio, passione ed originalità … in un calice!

Giugno 2008. Mosaico, ovvero i vigneron piacentini riuniti sotto la bandiera di territorio e qualità, sono oramai ospiti fissi nella manifestazione che, oramai da cinque anni, si tiene a San Patrignano (Rimini). Si tratta di Squisito! Un appuntamento seguitissimo dedicato ai cultori del buon gusto, del mangiarbene, ed ovviamente anche del bere di qualità.
L’edizione di quest’anno si è tenuta dal 30 maggio al 2 giugno, e come al solito, con una gran girandola di eventi, come i ‘Vigenti in Bottiglia’ di Ais e Bibenda, e la cucina di Ainhoa Lavado del ristorante Basco Irun e Carmelo Colagreco del Mirazur di Mentone. Dietro ai dolci e l’alta pasticceria di Identità Squisite, come sempre Paolo Marchi, di scena con Luigi Cremona e Luciano Pignataro anche a Blog Café, ovvero il meglio di quanto c’è in rete sull’enogastronomia. Paolo Massobrio ha invece proposto nella sezione Experimenta alcuni curiosi e interessanti percorsi di conoscenza e di gusto tra cibi e alimenti.
Squisito è infatti oramai un crocevia di chef stellati ed esperti, giornalisti e gourmet che, tramite degustazioni, assaggi e servizi di ristorazione tematici ridefiniscono la cucina contemporanea e le sue evoluzioni. Oltre ai protagonisti della grande cucina, sempre seguitissime anche tavole rotonde sull’enogastronomia e dintorni.
“Un poliedrico contenitore - confermano i produttori di Mosaico per bocca della presidente Elena Pantaleoni – assolutamente entusiasmante e molto seguito dal pubblico di appassionati, e non unicamente degli addetti ai lavori: persone di qualsiasi estrazione socio-professionale e veramente di tutte le età. L’interesse per le cose buone è, fortunatamente, trasversale a qualsiasi stratificazione. Siamo stati lieti del favore incontrato dai nostri vini; Gutturnio e Malvasia, ma non solo, infatti ognuna delle sei cantine che formano Mosaico ha messo in carta una propria bottiglia presso l’Osteria della Pasta, assieme ai vini di San Patrignano. Squisito è una bella manifestazione perché oltre ad essere una sontuosa festa del palato, viene particolarmente apprezzata anche perché oltre alle degustazioni ed agli eventi culturali è possibile per i visitatori acquistare direttamente dai produttori. Per noi è un momento di contatto diretto che ci gratifica enormemente!”.
Nella rosa dei prodotti selezionati anche diverse novità rispetto alla trascorsa edizione: fra queste i vini dell’azienda Baraccone, che si è aggiunta al team a partire del 2008, poi lo spumante metodo Classico “Olubra” di Torre Fornello a base di Marsanne e Malvasia. Presenti anche i già noti ma sempre particolari vini passiti a base di Malvasia e di Bonarda firmati La Stoppa e Lusenti, assieme al Gutturnio riserva del Poggiarello ed al taglio bordolese de La Tosa.

I vini in degustazione presso lo stand nell’area Squisito Lunge:
Azienda Baraccone: Zagaia 2007, Gutturnio superiore 2005 e Gutturnio riserva 2004;
Il Poggiarello: Malvasia 2007 Beatrice Quadri, Pinot nero le Gisatre 2006 e Gutturnio Valandrea 2006;
Azienda Lusenti: Malvasia Bianca Regina 2005, Bonarda La Picciona 2003 e passito di Bonarda 2006.
Torre Fornello: Olubra 2006 (spumante Metodo classico a base di Marsanne 90% e Malvasia), Donna Luigia 2006 (Malvasia), e Diacono Gerardo (Gutturnio riserva);
La Tosa: Sorriso di Cielo 2007 (Malvasia), Gutturnio Vigna Morello 2006 e Luna Selvatica 2005 (taglio bordolese);
La Stoppa: Vigna del Volta 2006 (passito), Macchiona 2004 (taglio di Barbera e Bonarda) e Stoppa ’99 (taglio bordolese).

I vini di Mosaico in carta all’Osteria della Pasta
Azienda Baraccone - Zagaia 2007 (blend bianco a base di Malvasia di Candia Aromatica, Chardonnay, Ortrugo, Trebbiano, e Greco);
Il Poggiarello – La Barbona 2005, Colli Piacentini Gutturnio Riserva Doc;
Azienda Lusenti - Fiocco di Rose 2007, Colli Piacentini Pinot Grigio Doc;
Torre Fornello – Pratobianco 2006, Igt Emilia (Malvasia di Candia Aromatica, Sauvignon, Chardonnay);
La Tosa - Colli Piacentini Gutturnio Doc 2007;
La Stoppa - Colli Piacentini Doc Malvasia dolce (frizzante) 2007.

Mosaico, avanguardia dell'eccellenza in Emilia Romagna

A Roma e a Milano l’Enoteca Regionale di Dozza ha proposto i migliori vini regionali. Nella selezione presenti 5 cantine sulle 6 aderenti a Mosaico Piacentino. Sette in totale le aziende piacentine

Maggio 2008. Quali sono i migliori vini dell’Emilia Romagna? Difficile rispondere, dato che i pareri degli esperti e delle guide non sono sempre sovrapponibili. Ma se questa considerazione era valida ieri, oggi non la è più. L’Enoteca Regionale di Dozza, ente delegato alla promozione dei vini emiliano-romagnoli, ha infatti stilato una classifica ‘della bontà’ usando un metodo inappuntabile. Ha selezionato tutti i vini che negli ultimi 5 anni sono stati giudicati ‘a pieni voti’ da almeno 2 delle 5 principali guide nazionali. Così facendo è emerso che i vini di ben cinque aziende sulle sei costituenti Mosaico Piacentino (la sesta non è presente perché da poco frequenta l’arena delle guide) figurano come eccellenti. A rendere l’idea del piazzamento basti pensare che in totale, Piacenza, ha espresso 7 aziende.
Le aziende di Mosaico che hanno ottenuto l’ambito riconoscimento sono: La Stoppa (Ancarano di Rivergaro); La Tosa (Vigolzone); Lusenti (Ziano Piacentino); Torre Fornello (Ziano Piacentino); Il Poggiarello (Travo).
Questi i giudizi che occorre aver conseguito:
Ais: 4 o 5 grappoli - Espresso: da 16 a 20/20 - Gambero Rosso/Slowfood: 2 o 3 bicchieri - Maroni: citazione dell’Annuario dei migliori vini italiani - Veronelli: 3 stelle o super 3 stelle.
Due gli appuntamenti organizzati per assaggiare i vini più buoni dell’Emilia Romagna. Il primo a Roma, il 20 maggio presso l’Hotel Cavalieri Hilton e il secondo il 26 maggio a Milano, presso l’Hotel Principe di Savoia. L’evento milanese è stato preceduto, dalle 14,30, da un “faccia a faccia fra ristoratori e produttori” condotto da Federico Quaranta e L’Inutile Tinto di RaiRadio2 “Decanter”. A seguire il wine tasting, aperto dapprima unicamente ad enotecari, ristoratori e buyer, oltre che alla stampa specializzata, e che a fine serata (dalle 18 alle 20) ha ammesso, a pagamento, anche il pubblico di appassionati. Oltre mille i professionisti di settore intervenuti nella sola sede milanese.
Ciascuna cantina ha presentato al pubblico, oltre alle etichette selezionate, una “Promessa”, cioè il vino su cui si sta investendo con particolare entusiasmo. I vini sono stati abbinati ad alcune specialità gastronomiche regionali quali Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, salumi piacentini e pane (la famosa ‘coppia’) ferrarese.

I vini di Mosaico presenti:
Il Poggiarello
La Barbona 2005 – Gutturnio Riserva Doc
“Vino promessa”: Gutturnio 2007 vivace Doc
La Tosa
Vignamorello 2006 - Gutturnio Doc
Luna Selvatica 2005 – Cabernet sauvignon Colli Piacentini Doc
L’Ora Felice 2006 – Malvasia passito Doc
“Vino promessa”: Sorriso di Cielo 2007 – Malvasia Doc
La Stoppa
Ageno 2005 – Igt Emilia bianco
Vigna del Volta 2006 – Malvasia passito Doc
“Vino promessa”: Macchiona 2003 – Igt Emilia Rosso
Lusenti
Cresta al Sole 2004 – Gutturnio Superiore Doc
Villante 2004 – Cabernet sauvignon Doc
“Vino promessa”: Bianca Regina 2005 – Malvasia Doc
Torre Fornello
Ca’ del Rio 2006 – Sauvignon Colli Piacentini Doc
“Vino promessa”: Pratobianco 2007 – Igt Emilia bianco

Mosaico Piacentino al Vinitaly con Vi.Ta.

Chiusa anche la quarantaduesima edizione del Vinitaly (3-7 aprile 2008), il più grande evento fieristico del mondo dedicato al vino. Una manifestazione sempre più orientata a mostrare un interessante mix fra business e glamour enoico. Perché il vino è sì affari e quindi lavoro, ma è, contemporaneamente, moda, cultura, appartenenza, forse anche sentimento. Ed è proprio sulla miscela di questi fattori che migliaia di cantine italiane, più qualche straniera, sono tornate a gareggiare in visibilità, iniziative, eventi, per cinque intensissime giornate. Fra queste anche le 6 che costituiscono Mosaico Piacentino, per la prima volta assieme nell’importante piazza veronese. Sono state presenti all’interno del padiglione dell’Emilia Romagna ove è stato allestito, sotto la regia dell’Enoteca Regionale di Dozza (ente di promozione dei vini regionali), uno spazio collettivo con diversi produttori di specialità alimentari. Questi artigiani dell’eccellenza dell’Emilia Romagna raggruppano sotto l’acronimo di ‘ViTa’, ovvero “vino e tavola”, diversi prodotti tipici, ed il vino è stato rappresentato dai vigneron di Mosaico e del Convito di Romagna. “Si tratta di due organizzazioni – spiega Elena Pantaleoni, presidente del sodalizio piacentino - nate ai due poli apposti della nostra regione da un identico spirito di coesione e dalla condivisione di filosofie produttive basate sulla difesa delle tradizioni produttive locali”. Mentre i romagnoli puntano su Albana e Sangiovese, i piacentini di Mosaico fanno della Malvasia e del Gutturnio i propri alfieri.
Fra le aziende singole ed associate presenti a ViTa presenti nomi eccellenti, che hanno proposto prodotti come l’aceto balsamico tradizionale di Modena, il formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone, marche di caffè (Giuzzardi), specialità quali ‘Dispensa di Amerigo’ e ‘Fattorie Vallona’, ma anche ‘Majani’ per quanto riguarda il cioccolato ed i Fratelli Salini di Groppallo per i salumi piacentini. Un pool assolutamente d’eccezione che ha attirerato l’attenzione dei buyer e dei tantissimi giornalisti presenti.
Non poteva esserci quindi cornice migliore per i vini piacentini di Mosaico, ovvero Il Poggiarello, Lusenti, La Stoppa, La Tosa, Baraccone e Torre Fornello. La piacentinità è stata esaltata anche in un preciso momento di comunicazione presso lo stand assieme al salumificio Salini di Groppallo. Infatti si è svolto, nella giornata di domenica 6 aprile, un laboratorio dall’affascinante titolo ‘La Mariola incontra i vini di Mosaico Piacentino’, ovvero la degustazione, guidata, dedicata ad una stretta schiera di operatori, del tipico salame piacentino in abbinata con vini diversi nei vitigni e pure nello stile enologico.
L’occasione del Vinitaly è stata colta anche per il debutto di due nuovi vini: La Tosa ha presentato ‘Riodeltordo’, un Colli Piacentini Doc Valnure fermo 2007, da una selezione di uve Malvasia di Candia aromatica, Ortrugo, Sauvignon e Trebbiano, mentre Torre Fornello ha stappato lo spumante metodo classico ‘Olubra’ 2006, (90% Marsanne e 10% Malvasia), un vino che sosta sui lieviti per ben 10 mesi.

Dalla Francia per conoscere il Mosaico Piacentino

Gennaio 2008. Piacenza è spesso al di fuori dei tragitti importanti dell’enologia, perlomeno di quelli da copertina delle riviste patinate, come anche è distante dalle classifiche dei fatturati di settore stilate dal Sole 24 Ore, ma non per questo è scevra da peculiarità di estremo interesse nella ‘vitienologia vera’. Omaggio a questa ‘nascosta’ ricchezza è stato reso recentemente da un noto enologo francese, Frédéric Brochet, che ha visitato le aziende del gruppo ‘Mosaico Piacentino’.
Accompagnato dall’agronomo Roberto Miravalle, il tecnico d’Oltralpe ha mostrato estremo interesse per le ragioni che hanno spinto alcuni produttori di vini di territorio a riunirsi sotto un nome comune e, soprattutto un’unica filosofia; quella della salvaguardia e valorizzazione delle tipicità locali non in modo conservativo ma aprendo all’innovazione.
Accolto dalla presidente del sodalizio piacentino, Elena Pantaleoni, presso la propria azienda ‘La Stoppa’ in quel di Ancarano (ricordiamo che del Mosaico fanno parte anche ‘Il Poggiarello’, ‘La Tosa’, ‘Torre Fornello’, ‘Baraccone’ e ‘Lusenti’) Frédéric ha estremamente apprezzato l’illustrazione delle peculiarità produttive locali potendo assaggiare, guidato dall’enologo Giulio Armani, sia i vini in bottiglia sia i vini ancora in cantina nei vari stadi della lavorazione (in fermentazione, in affinamento, …). Vini nei quali ha trovato un’anima e delle peculiarità uniche, frutto - come ha sottolineato - di un sapiente impiego di vitigni, tecniche, tradizione e innovazione, nel rispetto degli orientamenti territoriali. In sostanza una vitienologia assolutamente in contrapposizione alle tendenze massificatici imperanti in tutto il mondo enologico attuale che vede poche varietà e pressoché un’unica ricetta produttiva applicati ovunque. Vitienologia che lo stesso enologo combatte ostinatamente.
Dopo studi agronomici, infatti, Frédéric Brochet si è specializzato in enologia ottenendo un dottorato alla facoltà di Bordeaux. I suoi lavori riguardano soprattutto la degustazione, che affronta con un taglio nuovo, al di fuori degli schemi classici. Proprio su questi temi il colloquio con Mosaico è stato estremamente interessante. “Occorre conoscere bene la viticoltura ed il vino, la composizione chimica della materia prima ed i processi biotecnologici che intercorrono dal grappolo alla bottiglia – ha spiegato - occorre padroneggiare anche le tecniche degustative, ma il responso, il giudizio finale sul vino, è l’interazione di tali e volubili fattori che l’oggettività non è di fatto raggiungibile. Le influenze dell’ambiente esterno determinano il giudizio al di là della mera valutazione analitica”.
Secondo Brochet anche i canoni classici della piacevolezza stanno per infrangersi; i vini veri sono quelli che raccontano la storia di chi li ha pensati, voluti e realizzati. Acidità elevate, astringenze inusuali, o comunque parametri al di fuori dei limiti ritenuti ordinari, se rispondono ad un territorio e ad un’idea di vino originali, determinano la personalità di un prodotto. Anche il linguaggio del vino cambierà, basta con le descrizioni meccanicistiche ed analitiche (che rimangono come strumento tecnico per gli addetti ai lavori), quando ci si rivolge ad un gruppo di consumatori o appassionati si deve raccontare la storia di un dato vino e non farne una radiografia asettica e compilativa, perdipiù astrusa nei termini. Via libera a sensazioni e, perché no, anche a sentimenti, .. alla fine è proprio questo che rende affascinante ed unico il mondo del vino! Grande quindi la comunione di pensiero con i produttori dei vini di Mosaico, uniti nella filosofia ma assolutamente originali nelle interpretazioni dei vini aziendali, che raccontano partendo dal cuore e non certo dai responsi di laboratorio!
Frédéric, oltre a gestire direttamente la propria azienda vitivinicola in quel di Marigny-Brizay, nella Francia occidentale, insegna enologia e soprattutto la tecnica e la ‘filosofia’ della degustazione sia in Francia sia in giro per il mondo. In Italia tiene regolarmente seminari all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e ad un master presso la Reggia di Colorno. “Ora – ha dichiarato – ho un nuovo esempio di filosofia del vino e del territorio da portare ai miei studenti, quello del Gutturnio e della Malvasia che nascono sui Colli Piacentini, e racconterò di come un gruppo di produttori si sia riunito per difenderne le peculiarità.”
Dettagliate informazioni su Frédéric Brochet sono disponibili sul sito: http://www.ampelidae.com

Baraccone si aggiunge ai vitivinicoltori di Mosaico

Gennaio 2008. Si è ingrandita con l’avvento del 2008 la famiglia dei vigneron piacentini che aderiscono a ‘Mosaico’ grazie all’ingresso di ‘Baraccone’, una piccola, giovane, dinamica azienda. “Si tratta di un evento importante ma che consideriamo non certo eccezionale, piuttosto benaugurale – spiega Elena Pantaleoni, presidente del sodalizio – non a caso è un fatto previsto dal nostro regolamento che vuole che chiunque interessato, purché in possesso di precisi requisiti, possa chiedere di entrare a far parte di ‘Mosaico Piacentino’. In ogni caso deve trattarsi di un’azienda vitivinicola condotta da una famiglia o un singolo (ma non da un amministratore), deve seguire una filosofia produttiva legata al territorio, deve possedere un’adeguata immagine aziendale e dei vini (che devono aver ottenuto riconoscimenti ed essere citati nelle principali guide, …). Quindi, chiunque interessato – conclude Elena - deve farci pervenire una richiesta scritta che, se valutata positivamente, può ammettere il produttore nel novero dei soci effettivi, previa aver trascorso un anno di ‘osservazione’ durante il quale tuttavia incomincia a prendere parte alla vita associativa in modo attivo e costruttivo”.
Ed è stata proprio questa la trafila seguita da Andreana Burgazzi, titolare del ‘Baraccone’, azienda a conduzione familiare situata nel comune di Ponte dell’Olio che, seppur presente da non tanti anni sul mercato, si è già distinta, anche con prestigiosi riconoscimenti, per la qualità dei vini. La storia ‘professionale’ della cantina è breve poiché solo dal 1995 il vino viene imbottigliato e venduto principalmente presso ristoranti ed enoteche; prima di questa data, la famiglia produceva (dall’inizio del secolo scorso) solo in modo amatoriale per gli amici.
Il nome deriva dalla località Baraccone, presso Folignano di Ponte dell’Olio, dove per quasi un secolo la vecchia cantina ha operato e dove tuttora sono situati i vigneti. ‘Baraccone’ in dialetto piacentino significa ‘giostra’ perché proprio in questa località stazionavano le giostre in passato. E da questi antichi ricordi prende forma il logo dell’azienda che rappresenta, stilizzato, un giocoliere.
Una limitata gamma di vini improntata alla territorialità
I bei fabbricati in sasso, attorniati dai vigneti, sono in posizione panoramica che domina, dall’alto, la pianura verso Piacenza; la ‘location’ invidiabile ha spinto Baraccone ad organizzarsi anche per l’accoglienza degli enoturisti. I vigneti si estendono per 7,5 ettari, tutti nelle vicinanze dell’azienda; ve ne sono di molto vecchi di oltre 50 anni di età “piantati dai nonni – come sottolinea orgogliosa Andreana – fino a quelli più recenti messi a dimora nel 1999. Le varietà di uve coltivate sono quelle tipiche della zona, con una netta prevalenza di Barbera e Croatina (Bonarda). Produciamo – precisa la giovane imprenditrice - un numero esiguo di bottiglie che vendiamo, tramite agenti e distributori, prevalentemente nel Nord Italia. Una parte della produzione viene comunque mantenuta in sede per la vendita diretta. La gamma dei prodotti aziendali comprende al momento 4 vini: Zagaia, un uvaggio di varietà bianche, e 3 tipologie differenti di Gutturnio Doc (frizzante, superiore e riserva)”.
Zagaia prende il nome (in dialetto) del vigneto che produce l’uva per questo vino. Si tratta di un vino frizzante con leggerissimo residuo zuccherino, dotato di freschezza aromatica e complessità gusto-olfattiva data dal taglio di 5 monovitigni: Malvasia, Chardonnay, Ortrugo, Trebbiano e Greco. Nessun passaggio in legno per un vino particolarmente adatto agli antipasti, ma che ben si abbina ai primi di pesce e ai crostacei. Poi c’è la serie dei rossi Doc; si parte dal Gutturnio frizzante che si adatta a primi piatti elaborati e carni gustose, poi i fermi con il Gutturnio Superiore ‘Colombaia’ ed il Gutturnio Riserva ‘Ronco Alto', vini ideali per formaggi stagionati e arrosti. Si amplia quindi la scelta per gli appassionati di Gutturnio dei produttori di Mosaico, un popolo in lenta ma continua ed inesorabile crescita sia dentro che fuori ai confini provinciali.

28/30 settembre: il Mosaico Piacentino partecipa a Squisito!

Le cantine aderenti all'associazione Mosaico Piacentino partecipano anche quest'anno all'interessante manifestazione di San Patrignano: Squisito!

Questa quarta edizione di Squisito! Cuochi, prodotti, ricette, vini. Itinerario nel Buonpaese si svolgerà da venerdì 28 a domenica 30 settembre. Ricchissimo di eventi il programma e tutti di alto profilo gli espositori.

Una buona occasione per chi abita lontano dai nostri colli piacentini per assaggiare, tra gli altri, i vini tipici piacentini e conoscere un po' di più il nostro territorio.
Per maggiori informazioni sulla manifestazione e sul programma potete visitare il sito www.squisito.org

27 Maggio 2007: Vini ad Arte

Pubblica degustazione organizzata dal Convito di Romagna

con la partecipazione di tutte le aziende del Mosaico Piacentino e molte altre realtà emiliano-romagnole.
L'evento si svolge a Faenza presso il Museo della Ceramica - via Campidori 2.

Maggiori info sulla locandina della manifestazione

7 Maggio 2007: le nuove frontiere dell'eccellenza

presso Hotel Principe di Savoia, Sala Galilei, Piazza della Repubblica, 17 Milano - dalle 15,30 alle 20,00

maggio 2007: Mosaico Piacentino e il pollame di Luciano Pigorini

marzo 2007: MOosaico Piacentino invita Convito di Romagna

Cena Degustazione a LA VOLTA DEL VESCOVO - Piacenza

visualizza il volantino della manifestazione

01-10 febbraio 2007: Il vino è arte

A Milano presso l'enoteca Ricerca Vini di via Monti 33, mostra permanente di Romano Bertuzzi - Il polittico degli anolini -
Giovedì 1 febbraio e sabato 10, dalle 17 alle 20, il critico Roberto Borghi presenta l'artista e le sue opere, accompagnati dai vini del Mosaico Piacentino.

Gennaio 2007: I Sapori del Mondo"

A Milano presso l'enoteca Ricerca Vini di via Monti 33, mostra permanente di Romano Bertuzzi - Il polittico degli anolini -
Giovedì 1 febbraio e sabato 10, dalle 17 alle 20, il critico Roberto Borghi presenta l'artista e le sue opere, accompagnati dai vini del Mosaico Piacentino.
29 gennaio 2007: I SAPORI DEL MONDO"
Cena benefica a favore di AMREF

organizzata dall'Antica Osteria del Teatro con i vini di Mosaico Piacentino
Circolo ARCI - Parrocchia di San Fiorano (Lodi)

info: Giancarlo Grassi 335/6002723

giancarloj_grassi@yahoo.it

I produttori del Mosaico Piacentino